martedì 14 febbraio 2017

Recensione "L'allieva segreta del pittore" di Charlotte Betts

Beth vive a Merryfields, la casa di famiglia, nella periferia di Londra. Qui, i suo genitori offrono rifugio alle anime malinconiche. Tra gli ospiti della casa c'è Johannes, un pittore fiammingo dal passato triste e difficile. Beth ha un grande talento per la pittura e Johannes fa di lei la sua apprendista. Una sera, a Merryfields, arriva Noah dalla Virginia, con una lettera che sconvolge tutti. Nel frattempo, anche un altro ospite giunge a Merryfields per trovare pace ed offre a Beth lo spunto per realizzare le proprie ambizioni artistiche...

Siamo nel 1687, nelle campagne londinesi. Beth è la figlia maggiore di Susannah e William Ambrose, che gestiscono Merryfields come una casa di accoglienza per anime malinconiche. Beth è una ragazza bravissima: si da sempre da fare, aiuta chiunque e ha un gran talento artistico: adoro dipingere fiori e i suoi quadri sono a dir poco meravigliosi. Il suo maestro è Johannes van de Vyver, uno degli ospiti della casa che cerca di liberarsi dai suoi tormenti attraverso la pittura.
Johannes ha perso i suoi fratelli, sua moglie e il figlio che portava in grembo per colpa di alcuni cattolici francesci. Nove anni dopo, l'animo del pittore non è del tutto guarito. Beth e Johannes sono molti legati. La ragazza è fermamente decisa a coltivare le proprie ambizioni e diventare una pittrice, proprio come le ha suggerito il suo maestro: Beth vuole rinunciare all'amore e ad avere una famiglia, poiché occuparsi della casa e dei figli ostacolerebbero la sua carriera. La situazione però viene messa in crisi quando a Merryfields giunge Noah. Egli è un cugino americano di Beth, arrivato a Londra per lavorare come architetto per un breve periodo. Beth e Noah sono accomunati dalla passione per il proprio lavoro e per l'arte in genere, che permetterà loro di frequentarsi e avvicinarsi. Nel frattempo, il vescovo Compton, in visita a Merryfields, scopre il talento artistico della giovane pittrice e le offre un lavoro presso la sua corte a Fulham Palace: il vescovo, appassionato di giardinaggio, vuole catalogare in un libro tutte le specie di fiori che crescono nei suoi gardini e Beth è perfetta per questa mansione. Trasferitasi presso la nonna materna a Chelsea, Beth si reca a lavoro ogni giorno. La vicinanza con Noah e i continui incontri, fanno ricredere Beth sulla sua decisione di restare zitella.


Ma c'è un altro personaggio di cui ancora non ho parlato: è la principessa Anna, figlia del re cattolico Giacomo II, che si rifugia a Merryfields sotto consiglio del vescovo e stringe amicizia con Beth: un'amicizia vera e profonda. Quando il soggiorno della principessa è finito e Beth si trasferisce per lavorare, l'Inghilterra sta per attraversare un periodo di grande caos. Il re cattolico Giacomo II è in attesa del suo primo erede maschio. Ma la popolazione anglicana non vuole affatto un re papista sul trono d'inghilterra: ecco quindi che nel 1688 scoppia quella che viene definita la Gloriosa Rivoluzione. Vediamo quindi l'intreccio tra realtà e fantasia, che caratterizza l'intero romanzo. Da una parte abbiamo la storia di Beth, inventata dalla penna della nostra scrittrice; dall'altra parte, la vera storia della Gloriosa rivoluzione.

Ora: io ho sempre avuto un odio profondo per la storia in generale: a scuola non mi piaceva per niente studiare i fatti di centinaia di anni fa. Per questo motivo, quando ho iniziato a leggere il libro, sono rimasta un po' annoiata da tutte queste vicende di re, regine, eredi e guerre. Ma mi sono subito resa conto che, senza questa parte, il romanzo non sarebbe stato lo stesso. Con lo scorrere delle pagine, affezionandomi a Beth, le vicende storiche non hanno più pesato su di me come un macigno! Il mio odio è stato quindi sostituito dall'amore: un amore "vintage" (passatemi il termine), lieve, fatto di sguardi, di attese, di carezze, di promesse, di piccole cose: il classico amore del 1600.
Mettendo da parte quindi la repulsione per gli avvenimenti storici del 1600, il romanzo mi è piaciuto molto, perchè mi ha catapultata in un'altra epoca, facendomi immaginare vestita in ampi abiti seicenteschi.
Ho adorato Beth, il suo modo di fare, di parlare, di dipingere. Ho adorato come ha aperto il suo cuore a Noah. Ho adorato Merryfilds e tutti i suoi abitanti, soprattutto Johannes: la sua storia mi ha colpita profondamente e merita di essere letta.
Fatemi sapere se anche voi avete letto questo romanzo!

Vi lascio come sempre il mio disegno-recensione (o draw-review). Se vi fa piacere, seguitemi su instagram! Baci!

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